Emozioni in mille pezzi, di vetro

Alberto Grein al lavoro nel suo laboratorio di Via Broggi, 5.
Pezzi di vetro di murano riciclati, recuperati dalle acque della laguna, uno dei materiali prediletti per le creazioni di grein.

Oggi ho fatto una piccola scoperta.
Passeggiavo in via Broggi, vicino a casa, poco prima di andare a prendere i bambini all’asilo.
Passo spesso di lì; non so dire perché non l’avessi vista prima – forse dipende dal fatto che in genere procedo al trotto verso una meta precisa, mentre questo pomeriggio caracollavo inspiegabilmente senza pensieri, camminando solo per consumare il tempo che ancora mancava al suono della campanella della scuola.

I gioielli, pezzi unici legati in metallo.
Le lampade, da tavolo, a stelo lungo, da parete, sono da tempo un “classico” della produzione di questo artista/artigiano del vetro

Fatto sta che per la prima volta, sull’altro lato della strada – accanto alla pizzeria-ristorante italocinese “pesce e grill” Tre Caravelle del civico 5-, noto una vetrina “diversa”: non sembra un negozio, ha più l’aria dello studio di un artista.
Intravedo piccole cose colorate accanto alla porta d’ingresso, altre tinte accese alle pareti… sono curiosa: attraverso.
È proprio un laboratorio: gli oggetti in mostra in vetrina, sistemati con grande semplicità sul piano di un tavolo, sono gioielli e altre minute creazioni di vetro legato con metallo.
Alzo lo sguardo, per dare un’occhiata anche all’interno della stanza, e incrocio quello del loro artefice, al lavoro in quel momento su un’altra creazione. Mi sorride, gli sorrido. Entro.
Non avevo molto tempo, ma la chiacchierata con Alberto Grein, artista-artigiano del vetro, è stata molto piacevole. Anche se la mia mente ottusa da mille pensieri mi aveva impedito fino a ora di notarlo, Grein ha aperto questo suo studio/punto vendita già da un anno e qui, quando non è impegnato in qualche sopralluogo per lavori su misura o a caccia di materiali, realizza e commercia – oltre ai gioielli ai quali accennavo prima (pezzi unici, molto originali e a prezzi abbordabili, da tenere presente per risolvere qualche incombenza natalizia…) – vetrate artistiche, lampade in vetro e metallo sia da tavolo (avete presente le Tiffany?) sia da appendere, specchi d’artista, paraventi, sculture… tutti legati a piombo o a stagno.
In pochi minuti Alberto mi ha raccontato il suo percorso artistico, i suoi viaggi, mi ha mostrato le foto di alcuni suoi lavori su commissione: porte – tradizionali e scorrevoli -, pareti divisorie, vetrate trompe l’oeil…

Mi ha confidato che la sua estetica più istintiva è sicuramente geometrica, astratta, ma che su richiesta lavora a qualunque soggetto, fino a riproporre – o per lo meno citare – le forme del Liberty, stile con il quale si trova talvolta ad avere a che fare anche come restauratore.
Una delle cose che mi hanno colpito di più, però, è il fatto che per molte delle sue creazioni, come i gioielli, Grein utilizzi pezzi di vetro di murano “riciclato”, ripescato dalla laguna veneta dopo essere stato plasmato, digerito, addolcito dall’acqua.
Mi ha spiegato, infatti, che per secoli i vetrai di Murano hanno smaltito i pezzi di scarto delle loro lavorazioni proprio così, semplicemente scaricandoli in laguna, e che perciò la raccolta dei “vetrini” restituiti dal mare, da quelle parti, può dar frutti assai preziosi…

Insomma, un incontro interessante e fortunato, quello di oggi pomeriggio. Se ne avete occasione, passate anche voi a dare un’occhiata al lavoro di Alberto (Via Broggi, 5 – 20129 Milano – tel. 348 5646383 – albertogrein@gmail.com). Nel frattempo, vi lascio il link al suo sito, dove si può apprendere qualcosa in più sulla sua formazione, sulla sua produzione e sulle tecniche di piombatura e stagnatura, e alla sua pagina facebook, altra via veloce per mettersi eventualmente in contatto con lui.

E per finire, ecco come Grein racconta con parole sue  la magia dei vetri colorati “rubati” alle acque lagunari…

Un pensiero riguardo “Emozioni in mille pezzi, di vetro

  • 3 gennaio 2012 in 10:02 am
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    Molto interessante, non ne ero a conoscenza! Poi, per una persona che ha passato l’infanzia a Venezia, ancora più interessante. Grazie per il passaparola

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