Chi sono?

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Sono Camilla Perrucci, classe 1973, madre di due.

A parte questo, trovo difficile raccontarmi in modo univoco, perché ho avuto un percorso accademico e lavorativo a dir poco eterogeneo, a tratti schizofrenico.

Ho una laurea presa al Politecnico di Milano in comunicazione visiva, dopo aver studiato alla facoltà di Architettura.

Sono stata quindi guida museale, spacciatrice di dispense autoprodotte, assistente producer per un regista pubblicitario specializzato in “food” e poi – prima di fare “il salto in azienda”, cinque anni fa –  redattrice e giornalista di periodici.

Oggi non so più definirmi in ambito lavorativo con un “job role” preciso.

Sono in transito. Un po’ per colpa mia, un po’ per le circostanze.

E sebbene non mi piacciano affatto gli imprevisti, ho scoperto di dare il meglio di me nei casi d’emergenza: i nervi sono più a posto del solito proprio quando il gioco si fa duro; mi scopro leader pronta alla rapida organizzazione della truppa: quella su cui puoi fare affidamento.

Insomma, a dispetto delle mie numerose primavere, in realtò non so ancora bene “chi sono”, ma ho la mia brava esperienza “composita” nel mondo della comunicazione e grazie ai miei figli – due fiere semi-indomabili, se non da me e nemmeno sempre – ho imparato a essere maggiormente conscia delle mie capacità.

Dei miei figli, tuttavia, spesso ne ho pure abbastanza… perciò ho realizzato di essere piena di volontà, di aspirazioni, di voler essere anche “altro”.

Mi sto attrezzando: mi aggiorno sistematicamente seguendo i corsi per i giornalisti.

Ho deciso di studiare e approfondire anche argomenti nuovi, più di tendenza…

Non ho rinunciato a cercare una mia identità e neppure a dedicarmi a qualche hobby, come il bricolage, in barba alla cronica carenza di tempo libero che mi assilla.

Qui dentro butto sabbia, ciottoli, calce e malta, pezzi del mio passato, stralci del presente, intuizioni – o cantonate – sul futuro. La speranza è che faccia tutto brodo e che tutto mi aiuti ad affiorare sempre più in superficie. [*]

 

[*] 6 gennaio 2017: tutto quanto costruito (scritto) nel 2016 è sparito – poff! – non c’è più, per uno sfortunato disservizio del mio servizio di hosting.
Pazienza. Si ricomincia. Dopotutto, il 2016 non era nemmeno stato uno dei miei anni migliori.