Intervista a Vittoria Belevedere, protagonista della miniserie “Enrico Mattei – L’uomo che guardava il futuro” (Rai Uno) – Telebolero 18/2009

DIETRO A UN GRANDE UOMO…

Greta ed Enrico Mattei, che nella miniserie di Rai Uno ha il volto di Massimo Ghini, si sposarono a Vienna nel 1936.

Nella miniserie di Rai Uno “Enrico Mattei – L’uomo che guardava il futuro”, in onda in prima serata il 3 e il 4 maggio, Vittoria Belvedere è Greta, la moglie solidale ma infelice di uno degli uomini più eccezionali del Novecento italiano. In questa intervista ci racconta la tristezza del personaggio e la gioia di essere una madre, una moglie e un’artista appagata

Partigiano, politico, straordinario imprenditore, Enrico Mattei – noto soprattutto per essere stato presidente dell’ENI, l’Ente Nazionale Idrocarburi fondato nel 1953 – fu una delle figure più importanti del nostro Novecento. A quasi mezzo secolo dalla sua morte, avvenuta il 27 ottobre del 1962 in un incidente aereo ritenuto per anni accidentale, ma in realtà causato da una bomba al tritolo – Rai Uno gli renderà omaggio il 3 e il 4 maggio in prima serata con la miniserie diretta da Giorgio Capitani “Enrico Mattei – L’uomo che guardava il futuro”, dedicata alla storia privata e pubblica di questo eccezionale personaggio. Il ruolo del protagonista è stato affidato a Massimo Ghini, mentre Greta, la moglie di Mattei, ha il volto di Vittoria Belvedere.

Vittoria, cosa hai capito di Enrico Mattei lavorando a questa fiction?

“Essendo ancora troppo giovane per ricordarmi di lui, su Mattei fino a poco tempo fa avevo solo nozioni piuttosto vaghe. Per questo, leggendo il copione della fiction sono rimasta folgorata sia dalla sua figura di uomo sia per quello che ha realizzato in ambito professionale. In Italia normalmente tutti quelli che dovrebbero occuparsi dello sviluppo del Paese finiscono con il tirare solo acqua al loro mulino. Il risultato è che c’è ancora tanta povertà, tanta gente che fatica ad arrivare alla fine mese… Mattei, invece, fece davvero qualcosa per la nostra economia: ha combattuto per lo sviluppo dell’Italia, per noi e il nostro benessere, e credeva in ciò che faceva. Pensa che lo stipendio che riceveva dall’Eni lo dava addirittura in beneficenza… Penso sia importante far sapere alla gente che nel nostro passato c’è stato anche qualcuno che non pensava solo a se stesso”.

Prima di diventare la signora Mattei, l’austriaca Greta Paulas (Vittoria Belvedere, al centro) faceva la ballerina. Il matrimonio segnò per lei la fine della carriera artistica.

Parlaci del tuo personaggio.

“Prima di cominciare a girare avevo cercato di informarmi su Greta Mattei navigando in internet. Infatti, per quanto un copione possa descrivere a tutto tondo un personaggio, quando devi interpretare una persona realmente vissuta hai voglia di conoscerla, di capire che tipo era. Su di lei, però, non sono riuscita a trovare niente: ha sempre vissuto nell’ombra del marito. Ho saputo però da persone che l’avevano conosciuta che era molto dura, molto sola e che aveva sofferto di una grave depressione. Altre notizie le abbiamo trovate negli archivi dell’Eni, ma di Greta, oltre a qualche foto, ho potuto vedere un’unica intervista filmata realizzata tre mesi dopo la morte del marito, in cui mi è sembrata proprio come me l’avevano descritta: fredda. Non versa una lacrima, non si espone minimamente dal punto di vista emotivo. Certo, lei era austriaca e forse nel suo Paese il suo atteggiamento non sarebbe sembrato affatto strano… In ogni caso, ai fini della fiction siamo stati costretti a romanzarne un po’ la figura, perché se avessimo scelto di raccontarla esattamente com’era non sarebbe apparsa una donna piacevole”.

Non ti sei sentita vicina a lei?

“Diciamo che in quanto donna e in quanto artista mi sono resa conto che vivere accanto a un uomo così importante per lei non deve essere stato facile; dopotutto, prima del matrimonio faceva la ballerina, era una donna molto moderna e aperta. Forse sposando Mattei e vivendo in Italia ha dovuto reprimere troppo le sue idee e le sue aspirazioni personali. E poi c’è la questione della maternità mancata… Greta ed Enrico Mattei tentarono in vari modi di realizzare il sogno di un figlio, ma non ci riuscirono: lei ebbe anche un aborto. Tutto questo probabilmente contribuì alla sua depressione. Detto questo, è stata una donna forte che ha saputo stare sempre accanto al marito, senza far trapelare i loro problemi. Insomma, anche nel loro caso credo che valesse il detto ‘dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna’…”.

Tu, invece, sei riuscita ad avere tutto: carriera, matrimonio felice e due splendidi bambini. La maternità è sempre stata in cima ai tuoi desideri?

“Ho sempre desiderato dei figli. Pur avendo solo un fratello, infatti, la mia è una famiglia numerosa: mia mamma ha nove fratelli e mio padre sette e quando ero piccola stavamo sempre insieme. Perciò, crescendo, anche io ho cominciato a desiderare di sposarmi, avere dei figli e poter vivere con loro una vita felice. Tutto questo, per fortuna, è accaduto perché ho trovato un uomo che condivideva appieno il mio sogno ma, nello stesso tempo, non disprezzava il mio lavoro ed è stato così intelligente da comprendermi e aiutarmi nei momenti di difficoltà. Lo devo anche a lui se non ho messo da parte la carriera. Oggi, però, i miei bambini vengono prima di tutto e mi capita di rifiutare proposte di lavoro che mi porterebbero troppo lontano dalla famiglia”.

Pensi a un terzo figlio?

“A dire il vero sì. Ormai è da troppo tempo che lo prometto a mio marito… e siccome le promesse vanno mantenute, è possibile che entro la fine dell’anno io ci ricaschi!”. ★

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