Valentina Cervi in “Donne Assassine” (Serie TV Fox Crime) – Telebolero 47/2008

Valentina, assassina perfetta

Valentina Cervi è la protagonista di “Margherita”, sesto episodio della serie di FOXCrime “Donne Assassine”, in onda in prima serata giovedì 20 novembre. In un progetto che ha radunato le più brillanti giovani leve del cinema italiano, del resto, la dotata nipotina di “Peppone” non poteva proprio mancare!
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Lo abbiamo già scritto: per la fiction “Donne Assassine”, versione italiana di un fortunato format proposto per la prima volta in Argentina nel 2005, lanciata lo scorso 16 ottobre dal canale satellitare FoxCrime, sono state chiamate alcune delle più significative interpreti del cinema italiano. Nelle scorse settimane, infatti, nei panni delle protagoniste dei cinque episodi già andati in onda abbiamo visto all’opera Sandra Ceccarelli e Claudia Pandolfi, Violante Placido, Caterina Murino, Martina Stella e Ana Caterina Morariu. Questo giovedì tocca a Valentina Cervi dare un volto al delitto “in rosa” e la sua partecipazione al progetto di certo non sorprende: la serie, infatti, che nella versione originale sudamericana ha chiamato a raccolta alcune delle più importanti attrici locali (nel cui elenco riconosciamo anche nomi ben noti agli appassionati di telenovelas, come quelli di Ana María Orozco e Andrea del Boca), in Italia non poteva certo ignorare una delle più dotate figlie (e nipoti!) d’arte che il nostro cinema possa vantare. Valentina, dopotutto, non è solo frutto dell’unione di un regista (il padre Tonino) e una produttrice (la madre Marina Gefter), ma è anche la nipote del grande Gino Cervi, uno degli attori italiani più versatili del Novecento che tutti, anche i meno “ferrati” in storia del cinema, conoscono per essere stato Peppone nella celeberrima serie di film degli anni ’50 dedicata a Don Camillo, personaggio nato sessant’anni dalla penna di Giovanni Guareschi.
E pensare che, a dispetto di una simile eredità genetica, quale dovesse essere il suo destino non fu subito chiaro alla giovane Valentina, che da bambina fantasticò addirittura di farsi suora… Ma la confusione circa la sua reale “vocazione” non andò oltre la pubertà: a 17, infatti, per guadagnare qualcosa d’estate cominciò a fare l’assistente alla regia e alla produzione, divertendosi molto e lasciandosi così fagocitare dagli ingranaggi del mondo cinematografico. Poi, a 19, fu scelta nientemeno che dalla grande regista neozelandese Jane Campion per il suo “Ritratto di signora”, di cui era protagonista Nicole Kidman: da quel momento, ha raccontato Valentina in un’intervista di qualche tempo fa, “il passaggio dalla vita adolescenziale e scolastica al mondo del lavoro e del cinema è praticamente avvenuto quasi senza soluzione di continuità. Non ho avuto neanche il tempo materiale di pormi domande sul lavoro dell’attore e sulla scelta di una possibile alternativa. Ho ricevuto subito una sorta di ‘chiamata’…”. Nella medesima occasione, fra l’altro, l’attrice ha espresso molto bene anche il criterio con il quale è solita selezionare i personaggi che interpreta: “scelgo i progetti in base alla progettualità del film. Leggo un copione e cerco di capire cosa vuole seminare. E poi lo scelgo. Non faccio troppi calcoli. Per me hanno molta importanza i registi. Essere attori significa diventare complici di una visione. (…) voglio essere sicura che la progettualità che sta dietro al film sia importante, che il regista voglia davvero dire qualcosa o che perlomeno sia seriamente intenzionato a cercare di dire qualcosa”. E raccontando il suo modo di avvicinarsi a un personaggio, l’attrice ha anche chiarito il suo atteggiamento nei confronti di ruoli “controversi” e di caratteri non propriamente “solari”: “cerco di capire cosa muove un personaggio, poi lo sento dentro. Quando l’ho capito significa che l’ho fatto mio. Cerco di non giudicarlo possibilmente, soprattutto se interpreto un personaggio negativo o che comunque si muove nel mondo in maniera un po’ strana”.
Oggi, quindi, queste sue affermazioni ci possono essere molto utili per inquadrare la sua partecipazione alla serie “Donne Assassine”, suonando come attestati di stima sia nei confronti dell’idea stessa di questi otto film tv dedicati al lato più oscuro e pericoloso della femminilità, sia del regista che l’ha diretta in “Margherita”, il sesto episodio della serie, ovvero quel Francesco Patrierno che l’anno scorso firmò “Il mattino ha l’oro in bocca” – film tratto dall’autobiografia del conduttore radiofonico Marco Baldini e incentrato sui guai causati a quest’ultimo dal vizio del gioco d’azzardo – e che ancora prima, nel 2002, con la sua opera prima “Pater familias” aveva molto favorevolmente impressionato la critica. Ma c’è anche un altro motivo che potrebbe averla convinta a partecipare al progetto: il fatto di condividere la scena, seppur a distanza, ognuna nel suo episodio, con la collega Violante Placido; il loro primo sodalizio, infatti, risale al 2002, quando furono coprotagoniste dell’intrigante “L’anima gemella” di Sergio Rubini, e non si può dire che lavorare allo steso progetto non abbia portato fortuna a entrambe le attrici! Non a caso, le due figlie d’arte (quanto a parenti illustri, infatti, anche Violante, figlia di Michele Placido, non è messa male!) si sono ritrovate sullo stesso set anche quest’anno, protagoniste di “Sleepless”, opera prima di Maddalena De Panfilis, insieme a Pietro Sermonti e Francesco Venditti. ★

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