Basta un poco di sale e la pillola…

Questa mattina alle 10.00 ho accompagnato i miei figli alla loro terza seduta di “halotrattamento”, terapia naturale che consiste nell’inalazione  di cloruro di sodio (il sale, appunto) micronizzato.
Detto così potrebbe sembrarvi qualcosa di molto noioso, sul genere delle deprimenti – ancorché utilissime – insufflazioni di acque termali che costringono il paziente a starsene pressoché immobile per qualche decina di minuti attaccato a una mascherina… Una pratica arcinota e valida che, però, in qualche caso è davvero molto difficile da far accettare ai bambini, soprattutto a quelli più piccoli e vivaci come mio figlio A.F., non ancora duenne, che nemmeno accetta il più basico degli aerosol casalinghi.
Invece, vi garantisco che queste prime sedute sono state un’esperienza non solo tutt’altro che deprimente, ma anche molto ben recepita dai miei agitatissimi figli, che anzi dichiarano di essersi divertiti moltissimo (tanto da accennare un capriccio al termine del primo trattamento perché dovevamo tornare a casa!).

Premetto che – a differenza di quanto avviene nel caso dei citati trattamenti termali -, sebbene gli effetti benefici del sale fossero tenuti in considerazione anche in epoche più remote e in altri paesi europei l’haloterapia sia già considerata un trattamento sanitario a tutti gli effetti, la comunità medico scientifica italiana ancora non ha preso una posizione ufficiale nei confronti di questa pratica, perciò non sono al momento disponibili dati certificati dal nostro sistema sanitario a proposito della sua presunta efficacia.
Io mi sono decisa a provarla a causa delle continue ricadute di A.F., asmatico e tormentato da bronchiti ricorrenti nonché dalle conseguenti terapie antibiotiche, broncodilatanti e cortisoniche (con tutto il bagaglio di complicazioni famigliari che questo comporta…).

L’importanza del passaparola

Ne avevo sentito parlare da un’altra mamma con cui la scorsa estate mi ero fermata a chiacchierare nella piazzetta del quartiere e qualche giorno fa, rimpiombata con tutte le scarpe nel girone dantesco dei problemi respiratori del bocia, mi sono detta che non potendoci trasferire armi e bagagli al mare a tempo indeterminato – cambiamento radicale di vita che secondo gli specialisti rappresenterebbe l’unica soluzione radicale ai problemi bronchiali di nostro figlio -, appurato che questo tipo di trattamento male non avrebbe comunque fatto (la pediatra, quando gliene parlai, mi disse di non aver ricevuto per il momento linee guida in proposito, ma che comunque non vedeva controindicazioni possibili),  l’esperimento era doveroso.
Mi sono messa quindi all’opera googolando in cerca di indirizzi il più possibile vicini a casa. Un grosso centro, ormai ben avviato, è risultato trovarsi dall’altra parte della città: scartato al volo, visto che con questo freddo sarebbe stato molto disagevole, oltre che probabilmente controproducente, trascinare il piccolo per diversi giorni consecutivi (i primi trattamenti devono essere molto ravvicinati), su e giù per i mezzi pubblici sottoponendolo a continui sbalzi termici. Poco male: scrollando le pagine della ricerca vedo che un’altra stanza del sale si trova molto vicino a noi, a Porta Venezia, nella zona SPA di un ricercato parrucchiere… Perfetto, mi dico, questo indirizzo è proprio comodo… l’unica nota stonata è l’istintivo rifiuto dell’estetica barocco-pop (non proprio finissima, per intenderci), che caratterizza il pretenziosissimo negozio. Ok, potevo farmene una ragione (infatti stavo per telefonare), però l’idea di trascinarmi lì con le mie piccole belve al guinzaglio non mi sconfifferava del tutto. Per fortuna, una botta di serendipità ha fatto sì che uscendo dalla scuola materna la scorsa settimana l’occhio ci cascasse su un volantino che pubblicizzava l’imminente apertura di una “stanza di sale”  – non ancora indicizzata dai motori di ricerca! – in Via Pinturicchio (HALOMI, via Pinturicchio 5, 20133 Milano, tel. 02 20242361,  contatti@halomi.it): “abbastanza vicina a casa da essere raggiunta anche a piedi persino in un freddo pomeriggio” , ho pensato subito; detto fatto, l’indomani ho chiamato per domandare se fossero già in attività.

“Abbiamo aperto proprio ieri”, mi ha detto la simpatica voce femminile che ha risposto al telefono e che con gentilezza e rapidità mi ha illustrato tempi e modalità del trattamento, evidenziando anche la filosofia “children-friendly” dell’attività. “Fantastico”, ho pensato io, “questo è il posto perfetto per fare il nostro esperimento. Tutto nuovo, sale intonso, filtri dell’aria pulitissimi in quanto mai usati prima… prenoto subito!”. E così ho fatto: seguendo il suggerimento della donna al telefono, coerente anche con tutte le indicazioni che avevo trovato unanimemente espresse in internet, ho fissato tre sedute di seguito (venerdì, sabato e domenica), cui martedì e mercoledì prossimo seguiranno altri due trattamenti (il lunedì è il giorno di chiusura).

Ho speranze ben riposte

A quel punto dovremmo iniziare a vedere qualche beneficio e potremo pensare a ridurre i trattamenti a uno o due al massimo alla settimana come mantenimento. Non vedo l’ora di poter osservare la reazione di A.F. a questo ciclo di terapia (spero davvero di poter diventare testimonial dell’efficacia di questa cura “alternativa”); per ora, dopo 120 minuti di soggiorno nella stanza di sale, posso solo confermarvi di respirare molto meglio della settimana scorsa (in particolare, quando inspiro mi pare di “sentire” maggiormente l’aria che penetra dentro di me, quasi come se le mie vie aere fossero improvvisamente più pervie) e che il raffreddore che A., l’altra mia bimba di quasi cinque anni, si trascinava da un paio di settimane, si è improvvisamente “asciugato”.
Insomma, sono speranzosa e per ora soddisfatta da questo tentativo di cura “naturale”, anche perché – come accennavo all’inizio –  i bambini in quella saletta si divertono come dei matti. La stanza, infatti, interamente rivestita di sale di miniera, è anche pavimentata con lo stesso elemento curativo: una vera e propria spiaggia di sale con cui i bimbi giocano entusiasti utilizzando palette, secchielli e varie colorate stoviglie messi a disposizione dei clienti proprio per l’intrattenimento dei più piccoli; fra l’altro, ai bambini meno creativi la stanza offre anche una tv lcd per guardare eventualmente dei cartoni animati, ma vi garantisco che con tutta quella “sabbia” a disposizione i mocciosi nemmeno la calcolano, consentendo ai loro accompagnatori di rilassarsi alla grande leggendo un libro o il giornale o semplicemente sprofondando nelle comode sdraio per godere appieno della cromo/musicoterapia abbinata all’aerosol salino.
Anche gli orari di apertura sono ideali persino per genitori che lavorano a tempo pieno: Halomi, infatti, non solo è aperta dal martedì al sabato con orario continuato dalle 10  alle 19 (dunque è perfetta anche per chi esce dall’asilo alle 17,30), ma è frequentabile anche il sabato e la domenica dalle 10 alle 16, sempre con orario continuato. Comodo, no? Le sedute cominciano a ogni rintocco d’ora e durano una quarantina di minuti. L’unico vincolo è prenotare, o almeno chiamare prima di recarsi là per sincerarsi della disponibilità della stanza: i bambini infatti, che devono essere sempre accompagnati da un adulto (max 3 bimbi per accompagnatore), possono essere solo 4 per seduta. Inoltre, i gestori ci tengono a non sovrapporre la presenza dei piccoli a quella di altri adulti senza figli, in modo che i primi siano sempre liberi di giocare come vogliono e i secondi possano rilassarsi appieno senza mai essere disturbati.

 

Questa foto di mia figlia che fa l’«angelo di sale» è stata scattata senza flash per riprendere l’atmosfera davvero un po’ da “grotta marina” creata dalle luci colorate della cromoterapia.

Un pensiero riguardo “Basta un poco di sale e la pillola…

  • 19 dicembre 2011 in 12:03 am
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    Che spettacolo!
    Donna dalle mille risorse, ci voglio venire anche io con i miei uomini 😉
    R.

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