Intervista a Lucilla Agosti, conduttrice di “Academy” (Rai Due) – Stop 17/2009

TORNO IN TV A PASSO DI DANZA

 

Eclettica e avida di esperienze sempre nuove, dopo qualche mese “di riflessione” Lucilla Agosti è di nuovo sul piccolo schermo al timone del nuovo talent show “Italian Academy 2”

 

L’anno scorso, quando con grinta, ironia e grande charme aveva affiancato Elio e le Storie Tese nel “Dopofestival” di Sanremo, Lucilla Agosti aveva fatto centro, dimostrandosi all’altezza – e forse anche qualcosa di più – delle più affermate lady del piccolo schermo. Oggi la ritroviamo al timone del nuovissimo talent show di Rai Due, “Italian Academy 2”, partito il 13 aprile quasi in sordina, con dieci puntate quotidiane dedicate alla sintesi delle fasi semifinali e finali delle selezioni, ma ora pronto a decollare con la prima, emozionante diretta di sabato 25 aprile. Eppure, la sua vita artistica non era cominciata in tv ma in teatro e oltre a essere stata uno dei volti simbolo di All Music, negli ultimi anni la bionda milanese si era cimentata anche sul grande schermo e in radio, dove tuttora ogni mattina conduce “RMC Magazine”.

Il richiamo della tv è stato più forte di quello di cinema e teatro?

«Le cose non stanno così: non ho fatto scelte definitive e non intendo anteporre la carriera in tv agli altri miei interessi. Più semplicemente, quando il direttore di Rai Due Antonio Marano mi ha proposto un programma così interessante ho pensato che avrei dovuto acchiapparlo al volo. Recitare e condurre sono cose molto diverse: per me la tv rappresenta un’occasione per offrire un intrattenimento di qualità; la recitazione, invece, è una forma artistica … e non intendo rinunciarci!».

Non è un caso, quindi, che il tuo curriculum sia così vario…

«Infatti! Sono una persona molto curiosa, eclettica: non mi pongo limiti, perché so di avere sempre fame di esperienze diverse. Perché dovrei escludere qualcosa dal mio percorso prima di averlo provato? Dopotutto, quando mi presero la prima volta in tv arrivavo dal teatro e avevo esperienze legate solo al palcoscenico; anche allora, però, mi sono detta: “perché no? Proviamoci!”. E così è stato quando è arrivato il cinema e poi con la radio… Cimentarmi in campi diversi, fino a oggi, mi ha fatto stare molto bene: averne la possibilità è una grande fortuna».

Sei emozionata per il debutto di sabato?

«Naturalmente, ma non vedo l’ora che arrivi quel momento»

Tre ore “live” sono tante…

«Ma abbiamo così tanto da mostrare al pubblico che riempirle non sarà certo un problema».

Sappiamo che ami ballare e che hai anche fatto teatro danza: ti vedremo in pista?

«Diciamo che mi sono messa a completa disposizione degli autori: pensano che in un programma del genere far esibire anche il conduttore possa essere divertente e sono d’accordo con loro. Ma affronterò le mie esibizioni – e le critiche! – con molta ironia. Insomma, ho voglia di provarci, ma lo farò con un po’ di humour. Vorrei che i ragazzi in gara mi vedessero come una compagna di viaggio: per questo mi metterò in gioco ballando con loro e con gli ospiti».

Luciana Savignano, Raffaele Paganini e Little Phil: cosa ci puoi raccontare dei tre docenti d’eccezione di “Academy”?

«Sono belle persone, sono simpatici e ognuno di loro è curioso del mondo artistico dell’altro. Certo, tutti e tre hanno caratteri forti e sono molto diversi, ma sono ugualmente speciali».

Non hanno atteggiamenti da “prima donna”?

«No, mai. E sai perché? Gli artisti veri sono più umani di chi ha meno talento. Chi ha bisogno di crearsi un personaggio, esagerando e dandosi arie, in realtà non ha spessore. I veri “grandi” sono persone con cui riesci a entrare in sintonia, con cui non hai difficoltà a comunicare».

E Barbara Alberti, la preside dell’accademia?

«Sono felice della sua presenza: darà molto al programma. È intelligente, colta e ha una mente molto aperta: i momenti di “talk show” del sabato pomeriggio ruoteranno attorno a lei».

“Academy” si concluderà il 10 giugno, con la finale in prima serata. Pensi di concederti una vacanza o hai già altri progetti?

«Non so cosa farò: nel nostro lavoro, se non sei già così “grande” da dover pianificare ogni impegno da un anno con l’altro, è sempre difficile fare previsioni a lungo termine. Ma non nominerò la parola “vacanza” fino a quando non sarò certa di cosa succederà nei prossimi mesi. E se dovesse esserci l’opportunità di lavorare ininterrottamente per due anni, non mi tirerò indietro. In fondo, dopo aver condotto il “Dopofestival” ho vissuto un periodo “di passaggio”: mi sono presa del tempo per riflettere e ho detto anche dei “no”. Perciò, ora ho proprio tanta voglia di fare!». ★

Hits: 134

Lascia un commento