Vita nuova per cose vecchie, a cominciare dai giocattoli

Perdere l’intero archivio di quello che avevo postato nel corso del 2016 è stata una gran brutta sorpresa di inizio anno. Ci sono proprio rimasta male. Non per il valore intrinseco di quanto avessi scritto – senz’altro opinabile -, ma per le briciole di vita che vi avevo lasciato, le piccole tracce che mi piace ritrovare quando mi guardo alle spalle.

Ma sentimentalismi serialmammici a parte, fra le parole perdute c’erano anche alcuni informazioni utili ai più che avevo pubblicato con le migliori intenzioni e che credo meritino di essere rintracciabili.

Fra queste c’era  come allungare la vita dei giocattoli usati, facendo in modo che vengano destinati ai molti bambini che non ne hanno abbastanza (a patto che siano in buono stato, naturalmente).

Usato sì, ma non “finito”

La dritta mi erano arrivata da Jean-Pierre Bichard della segreteria di Pane Quotidiano, associazione milanese laica e apartitica che ogni giorno si impegna a offrire gratuitamente pasti ai più poveri.

Pane Quotidiano, mi aveva spiegato Jean-Pierre nel corso di una gradevole conversazione telefonica, si incarica infatti volentieri anche di far avere giocattoli ai bimbi che frequentano i suoi punti di distribuzione (purtroppo numerosi).

Basta recarsi in

viale Toscana n° 28 (la sede principale), dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 17.00, il sabato dalle ore 7.00 alle ore 12.30

oppure

in viale Monza n° 335, dal lunedì al venerdì dalle ore 7.00 alle ore 11.00.

Mentre scrivevo email a destra e a manca in cerca di questi dati, lo scorso settembre, un’altra persona gentile mi aveva inoltre procurato un elenco di contatti di associazioni ed enti altrettanto attivi nel recupero dell’usato che ritirano volentieri anche altri oggetti, dai libri alla biancheria, dai pc ai mobili, eccetera.

Condivido quindi nuovamente anche questa lista, sperando come la prima volta che possa essere condivisa e usata!

 

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